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Le Biomasse
La biomassa è un termine generico che indica quei materiali di origine
organica come il legno (variamente lavorato), gli oli vegetali (girasole,
colza, arachidi), i biocarburanti (come il bioetanolo ottenuto dalle
barbabietole) e il biogas (ottenuto dalle deiezioni e dagli scarti animali
e vegetali) che possono essere impiegati per la produzione di calore ed
energia elettrica.
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Perchè possono essermi utili?
Perché a livello domestico e condominiale possono dare una buona
mano per il riscaldamento (ad esempio attraverso caminetti, stufe
a pellet e caldaie a cippato di legna), facendoti risparmiare e
riscaldandoti senza contribuire all’effetto serra.
Detrazioni Fiscali
Qualora le emissioni rimangano entro i limiti di legge ed il
rendimento della caldaia sia conforme alla classe 3 della norma EN
303-5, vi è la possibilità di accedere alla detrazione fiscale
del 55%. Maggiori informazioni possono essere richieste allo
sportello.
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Cippato di Legna e Caldaie
Per le caldaie industriali e condominiali, e in generale per quelle caldaie di
una certa dimensione è consigliato l’uso del cippato di legna, ovvero del
legno sminuzzato (esistono comunque anche caldaie di taglia domestica
per superfici di alcune centinaia di metri quadri). Tale combustibile ha
minore potere calorifico rispetto al pellet, ma è più economico e la tipologia
di impianti in cui si brucia riesce a sfruttarne al meglio le caratteristiche.
Recentemente è stata annunciata la messa in commercio di caldaie a
biomasse di piccola e media taglia che oltre a produrre calore producono
anche energia elettrica (cogenerazione). Si tratta di caldaie più costose che
però potrebbero rivelarsi un investimento interessante sul medio periodo,
visto il continuo aumento del costo di gas ed elettricità, a patto che non
vengano impiegate solo d’inverno.
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Posso usare oli vegetali nel mio motore?
Gli oli vegetali (girasole, colza) possono essere utilizzati puri o miscelati
con il gasolio nei motori diesel delle auto opportunamente modificati o
adattati. Tale impiego, al momento seppure possibile tecnicamente,
è vietato dalla legge perché in violazione alle norme sulle accise che si
applicano ai carburanti, e quindi sconsigliato.
Confidiamo che anche per il nostro Paese possa presto essere attivata una
specifica legislazione che consenta la defiscalizzazione per gli oli vegetali
puri, come già avviene in Germania e Austria.
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Il Biogas
Il biogas si ottiene dalla fermentazione anaerobica delle deiezioni, dalle
carcasse animali (macelli) e dai residui vegetali o da coltivazioni dedicate.
Il suo impiego è prevalentemente destinato alla produzione di energia
elettrica e termica attraverso appositi motori endotermici. In un’azienda
agricola dotata di un allevamento di buone dimensioni l’introito del biogas
può diventare un’interessante fonte di reddito e di autoproduzione di
energia per i fabbisogni interni. In italia sono attivi più di 150 impianti
aziendali di biogas.
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Le caratteristiche principali delle biomasse sono:
la rinnovabilità;
la bassa o nulla emissione di CO2;
la possibilità di produrre localmente il combustibile;
l’integrazione con le filiere agricole di produzione del cibo;
la possibilità di integrarsi con altre fonti rinnovabili
(ad esempio il solare termico);
il processo di produzione energetica relativamente semplice per l’impiego
su impianti di piccola e media taglia.
Importante:
nelle applicazioni per la combustione
delle biomasse è necessario utilizzare degli adeguati filtri
per evitare la consistente produzione di PM10.
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Le stufe a Pellet
Il principale uso “domestico” delle biomasse è l’impiego dei pellet
di legna (cilindretti di segatura compressa, della dimensione di pochi
centimetri) in stufe domestiche destinate a scaldare i locali, in caldaie per
il riscaldamento di edifici e per la produzione di acqua calda sanitaria. Il
pellet ha un buon potere calorifico e, pur nella estrema variabilità
del prezzo, risulta essere mediamente conveniente rispetto
ai combustibili tradizionali quali gasolio e metano. Inoltre ha
il vantaggio di essere stoccato facilmente e senza pericoli.
Una stufa a pellet adatta a una casa da 100 mq può costare dai
1.000 ai 2.000 euro, a seconda del modello. È fondamentale
però, l’utilizzo di pellet di qualità che non sia prodotto
con collanti chimici ed idrocarburi, che hanno pesanti
ripercussioni in termini d’inquinamento.
Consigliamo l’acquisto di pellet certificato.
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Caminetti e Calore
Un altro impiego utile della legna è la trasformazione, ove possibile,
del caminetto di casa da semplice strumento di cucina o
riscaldamento della stanza a vera e propria caldaia che può
riscaldare anche tutta la casa: per fare questo occorre impiegare un
caminetto chiuso, che massimizza l’energia della legna, e che recupera
il calore dei fumi scaldando l’aria (o l’acqua) che poi diffonde negli
ambienti domestici. A seconda della casa e della superficie da riscaldare
l’investimento può risultare più o meno oneroso. È comunque sempre
conveniente, in termini energetici, avere un caminetto chiuso piuttosto che
uno aperto: consuma meno legna e produce più calore.
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